Io Superiore o Ego


Spesso negli insegnamenti o filosofie spirituali sentiamo parlare di higher self o Io superiore. A che cosa si riferiscono? E sopratutto, come possiamo individuare dentro di noi questa parte? L’Io Superiore, che è poi la nostra vera natura, è la parte di noi stessi che non viene toccata da preoccupazioni, attaccamenti e pensieri legati costantemente a passato o futuro, quella parte che risiede nella pace, nella gioia e nel momento presente. Anche se sembra qualcosa di lontano ed irraggiungibile, tutti ne facciamo esperienza a piccole dosi durante la nostra giornata o la nostra vita, spesso solo per brevi istanti: quando guardiamo un tramonto, durante un momento di relax o durante una meditazione. Un esercizio che possiamo fare per connetterci con questa la sensazione di pace e silenzio è di sederci in una posizione comoda, respirare e domandarci “da dove viene il mio prossimo pensiero?”. Questo è un koan, un aneddoto paradossale usato dalla tradizione buddista per ingannare la mente. Noterete infatti che nello sforzo di trovare la risposta la mente deve fermare il flusso continuo: quel momento di vuoto, di pausa, è la nostra vera natura, “ l’Higher Self ”. In contrapposizione al nostro Io Superiore, troviamo l’Ego, che è rappresentato dalla Mente con le sue storie, preoccupazioni, ansie; quella parte di noi che cerca di controllare tutto ciò che accade per paura dell’ignoto e dei giudizi ( da parte di sé stesso e dell’altro). L’Ego è l’esperienza della dualità, crede che esista il buono ed il cattivo, il bene ed il male, convinzione che lo rende

sensibile alla paura di fallire ed innesca delle dinamiche di controllo della realtà.

E’ proprio nella dualità che risiede la sofferenza: senza giudizio non c’è bene o male e non c’è sofferenza. Rafforzando la nostra identificazione con il nostro “Io superiore” creiamo una distanza oggettiva tra noi e ciò che accade, il che permette alla vita di svolgersi in modo più fluido proprio perché non lasciamo che le nostre paure diventino un ostacolo. Tutto ciò che posso osservare e di cui posso fare esperienza è una proiezione del mio Ego, quindi non è Me. I miei pensieri e le mie emozioni diventano di conseguenza oggetti che, nonostante facciano parte della mia esperienza, non mi identificano: Io sono solo un osservatore. Questa prospettiva, che possiamo esercitare ogni giorno in ogni momento, crea una distanza tra noi e quello che accade, e ci allena ad identificarci con l”Io Superiore”. Nello stesso tempo impariamo a considerare l’Ego solo come una delle funzioni dell’unità mente/anima/corpo, che ci permette di essere parte di questa realtà

tridimensionale, ma che non può essere lasciato al comando della nostra vita.

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